Storia della Cavalcata. » Pagina 1 - 2 - 3
IL CORTEO PROCESSIONALE
La festa aveva il suo culmine nella Cavalcata, risalente al 1182.
Essa partiva dalla chiesa di Santa Lucia, passava Campolege, risaliva il colle e faceva sosta in Piazza Grande tra una folla plaudente, lo squillo delle chiarine o scampanio di tutte le campane della città, il rullo dei tamburi, lo sparo dei cannoni della rocca.
Era la festa in onore dell’Assunta, patrona di Fermo, ma anche la rassegna della potenza e della grandezza dello Stato Fermano.
Sfilavano i componenti delle varie corporazioni e classi sociali, preceduti dai trombettieri del Comune e dai donzelli.
Incedevano maestosi, nelle stupende livree blasonate, i gonfalonieri delle sei contrade: San Martino, Pila, Fiorenza, San Bartolomeo, Castello, Campolege. Seguivano i Capitani d’arme e le autorità. Era tutto uno scintillare d’elmi e corazze, un garrire di gonfaloni ed orifiamme, un incedere ieratico e solenne ma festoso. Era la festa dell’Assunta: in essa il popolo fermano si esaltava nella devozione alla sua Patrona, fiero della rassegna della sua potenza, dei vicari dei suoi castelli, dei vassalli e dei rappresentanti delle potenze confinanti.
Tutti quelli che partecipavano al corteo dovevano essere elegantemente vestiti, sfoggiare i più ricchi e sontuosi paludamenti come si conviene in una rassegna alla quale partecipavano le autorità fermane, quelle dei castelli dipendenti, ambasciatori, giudici, il Podestà, il Capitano di giustizia, il Gran Gonfaloniere, i Priori, i Regolatori, i Notai e quindi i Gonfalonieri, i Capitani d’arme.
Uno staordinario a cavallo apriva la sfilata; seguivano: bifolchi, fornaciai, vasai, canestrai, ortolani, asinai, mulattieri, vetturini, scorticatori, triccoli, tavernieri, osti, macellai, ciabattini, muratori, molinari, fornai di casa e pubblici, rotatori, calderai, barbieri calzolai sellai, sarti, fabbri, ottonai, stagnini, falegnami, merciai, lanari, tintori, cappellai, librai, droghieri, speziali, mercanti.
Sfilavano poi i rappresentanti dei castelli facenti parte dello Stato di Fermo: in testa a tutti il Porto di Fermo (Porto San Giorgio), indi i trombettieri.Venivano poi le autorità del castello di Pedaso, di Sant’Andrea, Alteta, Francavilla, Moregnano, Monte Rinaldo, Monte Vidon Combatte, Ripa Cerreto, Grottazzolina, Monte Vidon Corrado, Torchiaro, Montappone, Monsampietro Morico, Massa, Moresco, S.Elpidio Morico, Magliano, Ponzano, Smerillo, Ortezzano, Belmonte, Monteleone, Altidona, Monte Urano, San Benedetto, Collina, Torre San Patrizio, Lapedona, Rapagnano, Monte Giberto, Carassi, Torre di Palme, Massignano, Aquaviva, Petriolo, Montefalcone, Gualdo, Campofilone, Marano (Cupra Marittima), Grottammare, Falerone, Servigliano, Loro (Piceno), Montottone, Petritoli, Sant’Angelo (in Pontano), Mogliano.
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